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mercoledì 25 agosto 2010

Fenomenologia delle Dive, capitolo I

Sebbene l'intellighenzia occidentale non sia ancora riuscita a concentrare in una breve definizione il concetto di Diva, si è generalmente d'accordo sull'assunto che qualunque essere umano di sesso femminile (e non di rado maschile) che goda di particolari attenzioni da parte del pubblico gay possa fregiarsi di questo importante titolo. Non essendo possibile tracciare un profilo chiaro e completo per descrivere tale classe sociale, si procederà a studiare il fenomeno utilizzando un metodo induttivo: da vari e piccoli particolari cercheremo di trarre una legge universale, valida in ogni tempo e in ogni luogo.

Le Dive attraversano i secoli e le mode, le arti e i continenti. Da Cleopatra a Cher, da Marlene a Virginia Woolf a nessuna è mai mancato il nostro leale e devoto supporto: l'uomo medio gay non solo ne conosce vizi e virtù, ma ne elegge una quale sua Madrina – al pari dei santi per la Chiesa Cattolica o delle civette nel mondo di Harry Potter – alla quale si rivolge quotidianamente in seconda persona per risolvere qualsiasi genere di problema. Il rubinetto perde e non sapete che fare? Chiedete ad Audrey Hepburn. Il vostro compagno vi ha lasciato salvo poi tornare sui suoi passi anni dopo? Pensate a come finì il doppio matrimonio Liz Taylor-Richard Burton prima di azzardare ogni mossa.

Attorno alle Dive si sviluppa una florida e robusta economia, che riesce spesso a resuscitare le icone più sfortunate nei momenti più bui della loro carriera: chi avrebbe mai dato una seconda chance a Mariah Carey dopo lo spaventoso flop di Glitter? Chi avrebbe mai votato i cantanti di Paula Abdul ad American Idol se non orde di giovani gay cresciuti negli anni ottanta, gli unici a ricordarsi ogni passo delle oscene coreografie della fu-cantante?

Da ciò si deduce, cara Whitney Houston, che un omosessuale non ti lascerà mai sola, continuerà a comprare i tuoi dischi anche se dovessero essere distribuiti in esclusiva al Tesco della periferia di Liverpool, foraggerà i tuoi introiti miliardari acquistando ogni singolo capo della tua collezione di moda per cani anche se non possiede uno, querelerà chiunque avesse l'ardire di affermare che non sei più in grado di cantare aiuillolueislovviù.

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